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L’Edelman Trust Barometer 2026 fotografa un contesto globale segnato da una crescente chiusura: preoccupazioni economiche, tensioni geopolitiche e trasformazioni tecnologiche stanno spingendo individui e comunità a restringere il proprio orizzonte a cerchie sempre più ristrette e omogenee, con un impatto diretto sui livelli di fiducia nei confronti di tutte le istituzioni.
In Italia, il 79% delle persone dichiara di non fidarsi di persone che esprimono valori, visioni delle questioni sociali, percorsi personali o fonti informative differenti dalle proprie.
La maggioranza delle persone ritiene che nel proprio Paese la diffidenza verso chi è diverso sia così forte da spingere le persone a ostacolarsi a vicenda, aggravando le divisioni invece di ridurle. In Italia, quasi 1 persona su 2 considera questa situazione un problema grave o addirittura di livello critico.
A livello globale, le istituzioni hanno un mandato chiaro: ricucire le divisioni e facilitare la costruzione della fiducia. I datori di lavoro risultano nella posizione più solida per svolgere questo ruolo, registrando il miglior livello di performance come “mediatori di fiducia”.
Un’analisi completa dei risultati globali e delle implicazioni per imprese, leader e società.

1. Una diffidenza diffusa frena il progressoL’incertezza economica, le paure irrisolte e il pessimismo hanno alimentato una crescente chiusura verso ciò che è percepito come diverso, nella ricerca di sicurezza e certezze. Oggi prevale una diffidenza diffusa: 7 persone su 10 si dichiarano esitanti o riluttanti a fidarsi di qualcuno che non condivide i propri valori, le proprie fonti informative o il proprio modo di interpretare la realtà. In questo clima, la fiducia sembra possibile solo in presenza di un allineamento totale di valori, idee e riferimenti - una condizione che, nella pratica, è difficilmente raggiungibile. |
2. Le imprese devono affrontare la diffidenzaSe non riconosciute e gestite, le differenze possono rallentare la produttività all’interno delle organizzazioni, indebolire la leadership dei CEO e rafforzare la resistenza all’innovazione. Per contrastare la diffidenza di natura geopolitica, le multinazionali devono evolvere verso un modello “poli-national”, fondato su investimenti di lungo periodo nelle relazioni locali. |
3. “Trust brokering”: una strategia e una competenza chiave per ricucire le divisioniLa mediazione della fiducia può essere esercitata tanto dalle istituzioni quanto dalle persone. Non consiste nel cambiare le convinzioni altrui, ma nel partire dalle esperienze, dai valori e dalle realtà esistenti per costruire uno spazio di comprensione reciproca. Ascoltare senza giudizio e saper rendere comprensibili prospettive differenti sono competenze centrali di questo approccio. Se adottata con coerenza, la mediazione della fiducia può contribuire a superare le fratture e a creare le condizioni ideali per la collaborazione. |
4. I datori di lavoro come mediatori di fiduciaTra le istituzioni, il “mio datore di lavoro” è quella che meglio risponde alle aspettative quando si tratta di favorire la mediazione della fiducia e gode di un elevato livello di fiducia da parte dei propri dipendenti. Per questo, “My Employer” può svolgere un ruolo centrale nel promuovere percorsi concreti di dialogo e confronto, attraverso programmi di gestione dei conflitti e creando occasioni di collaborazione tra persone con valori differenti. |
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A livello globale, solo il 32% ritiene che la prossima generazione vivrà in condizioni migliori rispetto a oggi. Nell’ultimo anno, le flessioni più significative si sono registrate in India (-13 punti) e in Cina (-13 punti).
Chi si fida degli influencer sarebbe disposto a riconsiderare il proprio giudizio su un’azienda oggi percepita con diffidenza, se questa fosse raccomandata da una figura ritenuta autorevole. Tra chi si fida degli influencer food e lifestyle (48%), il 62% prenderebbe in considerazione l’idea di fidarsi di un’azienda da loro sostenuta. Tra chi ripone fiducia negli influencer finanziari (44%), il 57% si dichiarerebbe disposto a rivedere la propria posizione.
Dal 2012 il divario di fiducia tra i gruppi ad alto reddito e quelli a reddito più basso si è più che raddoppiato, con la fiducia in crescita tra i redditi più elevati e stagnante tra quelli più bassi. Negli Stati Uniti questo scarto raggiunge oggi i 29 punti, il livello più alto mai registrato.
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I dati della ventiseiesima edizione relativi al nostro Paese sono stati presentati da Fiorella Passoni (CEO di Edelman Italia), che li ha commentati insieme a Michele Pierri (Head of Italy Editorial Team, Senior Managing Editor, LinkedIn).
Methodology: L’Edelman Trust Barometer 2026 è la 26° edizione del sondaggio condotto su base annuale dall’azienda. La ricerca è stata realizzata dall’Edelman Trust Institute attraverso interviste online di 30 minuti condotte tra il 25 ottobre e il 16 novembre 2025. Scopri di più >
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